Pannelli solari sempre più evoluti

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I pannelli solari, utilissimi ma a volte poco integrabili con le facciate delle case o con il luogo stesso, così è cominciata una sfida all’integrabilità delle tecnologie fotovoltaiche.
Tutti i produttori, i designer ed i ricercatori, si confronteranno sul campo della progettazione d’arredo, così da non permettere più a paesi, sopratutto l’Italia di vietarli per la loro non integrazione.
Pare che qualcosa si muova, giacchè sul mercato si stanno avvistando le prime idee innovative, con rivestimenti particolari.

L’azienda Sulfurcell, tedesca, propone una serie di pannelli solari di finiture diverse e combinabili tra di loro: pannelli in vetro brillanti o pannelli rivestiti in alluminio, o con cornice.
Questi pannelli, vengono dati con la struttura di base che permette così di incastrarli per avere in questo modo delle facciate che non abbiano discontinuità, un esempio è il palazzo che a Berlino ospita propio gli studi della Sulfurcell, con 900 moduli che formano una parete gigante, che forniscono il 30% dell’energia che serve alla struttura.

Per la GreenSun Energy, azienda di Gerusalemme, invece abbiamo nanoparticelle e pigmenti fluorescenti, con pannelli fati di lastre trasparenti e di colori diversi, così da poter essere utilizzati come sostituzione delle facciate di vetro.

Vincent Gerkens, designer belga, ha lavorato sugli accessori, ed ha creato un foglio elettroluminescente che viene applicato sull’esterno delle tende e delle veneziane. Questo foglio durante il giorno accumula energia solare, e la sera la rilascia come se fosse una lampada, dà illuminazione, grazie alla base di led di cui è rivestita.

Gli Stati Uniti però sono quelli che detengono il primato per questo tipo di design, giacchè lo studio newyorchese Sustainibility minded interactive technology (Smit), ha creato un sistema di rivestimento scenografico ‘Grow’, a base di foglie fotovoltaiche di tanti colori.
Queste micro-placche in polietilene riciclabile, che sulla parte a vista hanno una pellicola fotovoltaica, sono formate da cinque pezzi combinabili tra loro, ed agganciabili, tramite una maglia metallica che è costituita da generatori piezoelettrici, che possono trasformare in elettricità anche l’energia cinetica del vento, in più, con il vento le foglie ondeggiano e creano anche un bello spettacolo alla vista, giacchè sembra che ci sia un movimento sulla facciata.

Lo studio Formwork di San Francisco, ha creato invece la conchiglia tridimensionale ‘Solar Skin’.
Questa conchiglia, all’esterno è creata con celle a film sottile, tutte stampate su mylar, e rivestite da una cornice in resina bianca; nella parte interna invece, vi sono dei microspecchi parabolici che permettono la cattura delle radiazioni solari, e l’amplificazione di queste ultime.
La novità però stà nel fatto che questo modulo riesce a mutare forma, infatti, questo può essere compresso fino a divenire piatto.

Negli States, inoltre si stanno sperimentando moltissime cose, che rivoluzioneranno il campo dell’energia pulita, come piccoli brillantini di Sandia National Laboratories del Dipartimento di Energia del Governo USA, con celle glitter, in forma esagonale; ogni microcella è di appena 17 micrometri.

Ma la più strana è quella di un università americana, quella texana di Austin, dove si stà testando uno spray, che spruzza inchiostro fotovoltaico.



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